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Parte 1 / 6 La Risurrezione di Cristo Introduzione La Risurrezione di Cristo è la base fondamentale di tutto il Credo Cristiano. “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra fede”.[1] Il dramma della morte, visto come la cessazione dell’esistenza della persona umana, con la sua storia, relazioni, affetti, sentimenti, sogni, attese e speranze, ci situa di fronte ad un concetto assurdo della vita. Una vita che rifletterebbe unicamente una grande tragedia insensata. Il Cristianesimo narra la storia di Gesù di Nazareth, un uomo unico, storico, reale, fatto di carne ed ossa. Egli si dichiarò il Figlio di Dio e rivelò un senso meraviglioso della vita. Una vita che, pur finisce in un modo drammatico con la morte fisica, ma che procede con la risurrezione, verso un’altra vita eterna ed un mondo nuovo. Un mondo perfetto, dove non ci saranno più sofferenze né lacrime, ma solo gioia e piena felicità. Questo, lo provò e confermò con la sua stessa Risurrezione dai morti. Credere nella risurrezione di Cristo però, non è il credere nell’assurdo, non è un salto nel buio. La fede innanzitutto, è un incontro tra l’intelletto umano e la rivelazione divina. Essa è l’incontro tra, il volere e la ricerca della verità da parte dell’uomo e il dono della verità da parte di Dio. “… chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto”.[2] Un approccio razionale - analitico quindi, a quest’evento unico della risurrezione di Cristo, ci offre non solo la certezza della veracità dell’accaduto, ma anche l’opportunità di prendere una posizione lucida, di fronte a tutto il mistero dell’esistenza, il quale predispone il nostro intelletto all’incontro con la rivelazione di Dio in Cristo Gesù nella Fede. *
* * La Condanna Cristo, come tutti sappiamo venne condannato – “Egli deve morire”.[3] Ecco la sentenza brutale, oramai pronunciata; ecco il male estremo e spietato della malvagità umana, in risposta al bene sommo della natura divina. L’uomo che, nel nome di Dio, uccide il Figlio di Dio: e quanti figli di Dio, vengono uccisi nel nome di Dio … e purtroppo, lo stesso dramma continua e persiste in tutta la storia dell’uomo. Quanti si sono interrogati, nell’arco di questa storia violente dell’umanità: ma perché Dio permette il male? La risposta è semplice: Dio, ci ha creati liberi, di scegliere e di fare il bene oppure il male, se egli interviene, l’uomo non sarebbe più un essere libero creato all’immagine di Dio. Una risposta ancora più profonda, la troviamo unicamente di fronte alla croce di Cristo: Dio sa trarre dal male il bene …Un mistero? … Si, un mistero! Lo puoi conoscere, lo puoi magari capire, ma mai afferrarlo nella sua globalità. Cristo è stato condannato alla pena capitale da parte dei Capi dei Giudei. Si tenga ben presente la precisione che uso col termine - i Capi dei Giudei. Essi rappresentano i potenti del regime politico - religioso. Non si può mai attribuire la colpa della condanna di Cristo a tutti i Giudei, questa sarebbe una grande ingiustizia. Non si deve dimenticare che, i primi credenti in Cristo sono stati tutti giudei: Apostoli, Discepoli e molte persone del popolo. Direi anche, che tra gli stessi Capi dei Giudei, c’erano quelli che si opponevano a questa condanna e c’erano pure quelli che credevano in Cristo, ma di nascosto per paura. Ora, è necessario chiarire, perché Cristo è stato condannato? Il momento decisivo durante il processo davanti al sommo sacerdote fu, quando egli dichiarò apertamente che egli è il Figlio di Dio - il che significa, che egli è della stessa natura divina quindi, Dio in persona. Se Cristo, non avesse fatto questa dichiarazione, sarebbe sicuramente stato considerato come un sognatore oppure un pazzo. Sarebbe stato senz’altro magari castigato, ma poi rilasciato, per la semplice ragione che non c’era più il motivo chiaro e decisivo, secondo la legge, per la condanna capitale. È importante qui analizzare il testo: il sommo sacerdote, interrogandolo, gli chiese con molta chiarezza: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”.[4] Gesù rispose in affermativo “Tu lo hai detto - si io lo sono”. Egli procede per riaffermare che tutti hanno capito bene il concetto proclamando; “Anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo – Cristo, seduto alla destra della potenza - di Dio, (letteralmente il termine - Potenza un’equivalente di Yahweh, il santissimo nome di Dio, rivelato a Mosé) e venire sulle nubi del cielo”.[5] Questa è una profezia dell’Antico Testamento sul Messia: “Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto”;[6] “Oracolo del Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”.[7] Qui, è importante legare le affermazioni di Gesù, con le profezie conosciute da tutti i Giudei, per comprendere esattamente quello che egli voleva dire e quello che loro hanno ben capito. Cristo dichiara con molta chiarezza che egli è uguale a Dio, che quel Figlio dell’uomo che voi vedete, non è semplicemente un uomo, ma è anche il Figlio di Dio. Si sa che Dio è uno ed unico, dunque egli dichiara proprio che lui è Dio in persona. “Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare? E quelli risposero: È reo di morte!”.[8] D’avanti a Pilato – il Governatore Romano – i Capi dei Giudei, riconfermano il motivo della condanna a morte dicendo: “Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio”.[9] Come si vede, Cristo consapevolmente, ha dato la ragione e il motivo per la sua condanna a morte. Come giudeo, egli sapeva che questa sua dichiarazione, secondo la legge, lo condurrà alla morte. Quello che raccomando da
ritenere da questa introduzione sono due punti esenziali: -
Cristo è stato condannato a morte perché dichiarò di essere il Figlio di Dio
quindi, della stessa natura divina, siccome Dio è uno ed unico dunque, Egli è
Dio. -
Cristo, se voleva, poteva salvare la sua pelle semplicemente se avesse
negato che Egli fosse il figlio di Dio. O magari se dopo che l’avesse
dichiarato si sarebbe ritratto. Saranno molto utili da ritenere in mente questi due punti, quando affronteremo tutte le teorie avanzate per screditare la risurrezione di Cristo. *
* * Lo Svenimento Sappiamo tutto il seguito degli eventi chiamato ormai la Passione di Cristo. I Capi Giudei lo presentano a Pilato – il Governatore Romano. Egli, non trovando nulla in lui per condannarlo, lo scarica al Re Erode. Egli non trovò nulla in lui per punirlo, lo fa ritornare a Pilato che, davanti alla pressione dei Capi dei Giudei lo condanna alla crocifissione. Prima di analizzare l’evento della Risurrezione, sarebbe opportuno esaminare con accuratezza, tutto il percorso di questa passione per capire, anzi per comprendere ( da suniémi - mettere insieme), se Cristo è realmente deceduto oppure solo svenuto sulla croce. Per molti credenti Infatti, questo ricorso sembrerebbe assurdo, tuttavia, certi scettici, quelli che contestano la veracità della Risurrezione, confutano a priori la stessa morte di Cristo sulla croce. Sarebbe chiaro dunque secondo questa teoria che, se non c’è decesso, non c’è nemmeno risurrezione. Quelli che sostengono questa teoria suppongono che, una volta svenuto sulla croce, la gente attorno, furono é persuasi dal suo decesso. Una volta disceso dalla croce per seppellirlo, si scopre allora, solo da parte dei discepoli, che egli era ancora in vita. I suoi lo curano, egli si rimette e più in là appare alla gente che poi cedettero che fosse risorto. Secondo quest’ipotesi, l’inganno non è attribuibile solamente ai discepoli, ma anche allo stesso Cristo che, dopo essere stato curato si è presentato alla gente, offuscando la verità e presumendo che egli fosse risuscitato! La gente dunque, è stata ingannata ed Egli non ha raddrizzato questo mal inteso. Considerando tutto l’insegnamento di Cristo, sarebbe impensabile attribuirli un inganno così meschino ed immorale. Ma noi, per non lasciare nulla all’irrazionalità, affronteremo seriamente questa teoria come un fatto tuttavia possibile. *
* * [1]
Cf. 1 Cor 15,14. [2]
Lc 11,10. [3]
Cf. Gv 19,7. [4]
Mt 26,63. [5]
Mt 26,64. [6]
Dn 7,13-14. [7]
Sal 110,1. [8]
Mt 26,65-66. [9]
Gv 19,7. |