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Parte 6 / 6 Le Profezie
Cristo, dopo la sua Risurrezione spiegò ai suoi Discepoli che tramite tutta la Sacra Scrittura, tutte le profezie su di lui, si sono realizzati. La fede, infatti, non contraddice la ragione e l’intelligenza dell’uomo. Forze, anche per questo Dio, preparò lungo i secoli, nella Sacra Scrittura, delle profezie. Una volta consultate, attesteranno con molta evidenza, la verità su Cristo. “Egli disse: Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi. Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno”.[1] Le profezie dell’Antico Testamento sono un’ulteriore prova di quello che doveva accadere a Cristo. Il futuro nessuno lo può prevedere se non Dio. Però le profezie non si capiscono che dopo la realizzazione di tali eventi, solo in questo momento prendiamo coscienza di ciò che Dio aveva detto nella Bibbia. Questo è quello che successo agli stessi discepoli di Cristo, quello che anche a noi potrebbe aprire la nostra mente verso la fede. Ci domandiamo dunque, alla nostra intelligenza, ormai razionale e numerica, quante probabilità che queste profezie si possano avverare. Certamente esporrò solamente le profezie che riguardano da vicino la passione e la Risurrezione di Cristo. Che Cristo sarà tradito dal suo amico per trenta monete d’argento.[2] La somma esatta data dai Capi dei Giudei a Giuda. Sarà abbandonato da tutti suoi amici,[3] accusato da falsi testimoni[4] Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca”.[5] Un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi.[6] Il mio vigore s'inaridisce, e la lingua mi si attacca al palato;[7] quando avevo sete mi hanno dato aceto.[8] Sono slogate tutte le mie ossa. Il mio cuore è come cera.[9] Essi mi guardano, mi osservano: si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte.[10] Posso contare tutte le mie ossa, nessuno è stato spezzato.[11] Guarderanno a colui che hanno trafitto.[12] Schiacciato per la nostra iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.[13] Non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. Mi hai fatto risalire dagli inferi, e dalla mano della morte.[14] Cristo stesso aveva predetto la sua passione e risurrezione: Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà.[15] Chiaro però, che questo concetto non è stato afferrato dai Discepoli che solo dopo la Risurrezione. *
* * La Storia Cristo non è un mito ma proprio una realtà storica. Noti storici non Cristiani come Plinio, Tacito, Claudio e Flavio Giuseppe, narrano e confermano la realtà storica di Gesù di Nazareth. Nei suoi annali verso 116 d.C. lo storico Romano Tacite riporta che il termine di cui sono conosciuti i Cristiani deriva da Cristo, che, sotto Tiberio, fu suppliziato dal procuratore Ponzio Pilato.[16] Flavio Giuseppe, un storico Giudeo – Romano, dal primo secolo, parla a molte riprese di Cristo. Egli era un uomo saggio che faceva miracoli e che fu condannato, crocifisso e morto sotto Ponzio Pilato su invito dei Capi Giudei. Che i suoi fedeli dicevano che lo hanno visto risorto tre giorni dopo la sua morte e che in lui si sono avverati le profezie.[17] Lo scrittore satirico Luciano di Samosata, secondo secolo scrisse su quello che é stato crocifisso e adorata in Palestina.[18] Thallus, uno storico mediorientale, scrisse delle tenebre della crocifissione riportata dai Vnageli. Phlegon, scrisse del terremoto e il grande eclisse del 33 d.C.. Un'altra importante fonte di prove storiche su Gesù e sui primi Cristiani si trova nelle lettere di Plinio il Giovane, all'imperatore Traiano. Negli anni 111-113,. Il procedimento di Plinio con i Cristiani era è il seguente: egli interroga i presunti Cristiani, e se essi risultano tali, e non ritrattano entro il terzo interrogatorio, li manda a morte. Per coloro che neghino di essere Cristiani, o dicano di esserlo stato in passato, egli pretende la dimostrazione di quanto affermano, inducendoli a sacrificare agli dei, a venerare l'effigie dell'imperatore e a imprecare contro Gesù Cristo. A un certo punto della sua lettera, Plinio riporta alcune informazioni sui Cristiani: "Essi avevano l'abitudine di incontrarsi in un certo giorno prestabilito prima che facesse giorno, e quindi cantavano in versi alternati a Cristo, come a un dio.[19] *
* * La Fede Maturata Purtroppo molti pensano che la fede degli Apostoli, i Discepoli e in somma tutti i primi credenti in Cristo è basata solamente sul fatto della Risurrezione. Hanno addirittura ridotto questa gran fede ad una reazione davanti alla Risurrezione come miracolo sopranaturale. La fede la troviamo in tutto il percorso della vita di Cristo, prima nelle sue parole insegnamenti perfezionamento della legge e della conoscenza di Dio, dove anche i miracoli come segni non mancavano. Non credo che la Risurrezione di Cristo abbia avuto un effetto - tremendo e fascino, che differì tanto davanti al Cristo che dà la luce ai cechi, risana i paralitici o i lebbrosi con una sola parola, oppure risuscita un morto dopo quattro giorni – Lazzaro. Dobbiamo guardare alla Risurrezione di Cristo, non come un evento che suscita la fede, ma che conferma la fede già in atto. Questa fede, fu provata, vacillata nell’assurdità della sua morte sulla croce. I discepoli, sprofondino nel buio della paura, del dubbio e della delusione. Poi venne la Risurrezione a riconfermare la fede - Cristo ha vinto ed è Risorto. Solo con questo itinerario si spiega il lieto fine di tutto questo cammino di fede. Ecco allora che, i discepoli si riaffermano nella fede ed escono dai nascondini per annunciare Cristo, il Figlio di Dio, apertamente al rischio della loro vita. La risurrezione non è semplicemente un miracolo, ma una conferma di un lungo cammino di fede in Dio e in Gesù Cristo il Figlio di Dio. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno! ”.[20] Analizzando bene questa sentenza, annunciata come il tocco finale della fede: “Mio Signore e mio Dio”. La risposta di Cristo “Perché mi hai veduto, hai creduto”. Non tratta solamente la realtà della Risurrezione ma la profondità della fede dichiarata dal discepolo, che Gesù Cristo è il Signore Dio in persona. Ecco il punto folgorante di tutto il Vangelo – la Buona Notizia. Cristo prosegue nella stessa linea affermando lo stesso concetto: Beati quelli che crederanno, senza vedere, non solo nella Risurrezione, ma che Io Sono il Signore Dio. A quelli che raggiungono questa fede, Cristo annuncia… “Io
sono la risurrezione e la vita; chi
crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque
vive e crede in me, non
morrà in eterno”.[21] [1]
Cf. Lc 24, 25 –27; 44-46. [2]
Cf. Sal 41, 10; Zc 11, 12. [3]
Sal 38, 12. [4]
Sal 35, 11. [5]
Is 53, 7. [6]
Sal 22, 17. [7]
Cf. Sal 22, 15. [8]
Sal 69, 22. [9]
Cf. Sal 22, 15. [10]
Sal 22, 18-19. [11]
Cf. Sal 22, 18. [12]
Zc 12, 10. [13]
Is 53, 5. [14]
Cf. Sal 16, 10; 30, 4; 49, 16. [15]
Cf. Mt 20, 18-19; 17, 22-23;26, 2;Mc 9, 31. [16] Annali, libro XV, 44 (4) [17] Antiquitates 18.3.3; Testimonium Flavianum – Antichità Giudaica 18, 63-64. [18] Luciano, De morte Per., 11-13, trad. di H.W.Fowler. [19] Plinio, Epistole, trad.
di W. Melmoth, revis. Di W.M.L. Hutchinson, vol. II, X,96. [20]
Cf. Mc 16, 14; Lc 24, 36-43; Gv 20 19,29. [21] Gv 11, 25-26. Le immagine sono stati presi dal Capo Lavoro di Mel Gibson – La Passione di Cristo. |