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Parte 3 / 6 La Lancia Era il venerdì sera, il giorno della preparazione per il sabato, un giorno sacro per i Giudei, inoltre era la preparazione della Pasqua Ebraica. Perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato, i Capi dei Giudei, chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portate via. Questa procedura chiamata il crurifragium, spiega e conferma che, una volta che il suppliziato viene privato dal sostegno delle sue gambe, egli muore immediatamente soffocato. Questo operato, attesta la determinazione che, i condannati, senza alcun dubbio, devono morire. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe ai due malfattori, che erano crocifissi con Cristo. Giunti però da Gesù, lo trovano già morto. Per accertare il decesso, che è una procedura indispensabile, uno dei soldati impugnò una lancia e gli colpì nel fianco; subito ne uscì sangue ed acqua. La tecnica è semplice, si colpisce il fianco, la lancia penetra le costole e quindi l’arma infrange il cuore - missione compiuta. Questo é l’obiettivo ed è questo che è stato attuato, tutti si sono accertati finalmente che Cristo è morto. I soldati, il centurione responsabile, le autorità religiose dei Giudei e anche il governatore Romano che, interrogò in persona il centurione ed ebbe la conferma che Cristo era morto sulla croce.
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* * Il Sangue e l’Acqua Colpendo il cuore con la lancia, è normale che esce un flusso di sangue, però l’acqua, da dove proviene? La scienza medica moderna, spiega che l’acqua giunge dal cosiddetto pericardium - che sarebbe il sacco che avvolge il cuore e che contiene una piccola quantità di un liquido simile all’acqua. Quando il fisico subisce un grande stress, come nel caso della flagellazione e crocifissione di Cristo, questo sacco si gonfia e si riempie di questo liquido. Dunque la lancia è entrata dal fianco destro del corpo tra le costole, ha spaccato questo sacco poi ha infranto il lato destro del cuore. Questo lato, anche dopo, la morte rimane pieno di sangue. Quando il soldato ritirò la lancia dalla ferita è uscito il flusso di sangue ed acqua. Un'altra teoria sostiene che l’acqua proviene, oltre a ciò, dalla cavità della cassa toracica. Questa cavità, a causa dello stress, sviluppa un’emorragia interna di sangue ma anche di molta acqua che galleggia sul sangue. Nei due casi, secondo questi sintomi, tutti sono d’accordo che, la lancia penetrò il corpo di Cristo quando ormai era già morto. Dunque, se egli avesse avuto ancora un alito di vita, dopo questo colpo fatale, diritto nel cuore, lo avrebbe portato ad una morte sicura. La teoria dello svenimento di Cristo sulla croce quindi, non può essere valida. Intanto, quelli che la sostengono, vanno avanti e pretendono magari che dopo lo svenimento, i discepoli, lo curano e lo fanno scappare - chi dice in India e chi dice in Spagna. Tuttavia, non c’è nessuna prova storica sulla quale si possono appoggiare D’altra parte si sa che, l’arresto di Cristo non è stato una sorpresa, tutti i discepoli sapevano che volevano ucciderlo, pure lui, lo dichiarò più di una volta: che sarà arrestato ed ucciso. Ora, se Egli voleva scappare da una morte sicura, non era più facile che si desse alla fuga, prima d’essere arrestato. Dopo però, tutto quello che ha vissuto durante la sua passione, sicuramente ci voleva un’ambulanza moderna sofisticata per farlo scappare fino in India. Cristo è morto sulla croce e questo un dato di fatto storico indiscusso. *
* * La Sepoltura Due obiezioni si sono mosse per quanto riguarda la sepoltura: la prima si riferisce all’usanza generale in quel tempo, dove i condannati rimanevano sospesi sulla croce, finché i corpi si decomponevano o diventano preda degli animali; la secondo allude ad un’altra usanza, quella di seppellire i condannati in una fossa comune e non con i familiari, con lo scopo di non profanare le ossa dei giusti con un cadavere di un malfattore. Per quanto riguarda la prima usanza, essa non era eseguita in Israele dove, secondo la legge giudaica religiosa, il cadavere, anche di un malfattore doveva essere rispettato e sepolto. I procuratori Romani, in generale, rispettavano queste consuetudini giudaiche, per non creare ulteriori motivi di conflitto e ribellione. Lo stesso, per esempio, troviamo che la crocifissione era fatta al di fuori della città in rispetto della sacralità di Gerusalemme; il Sinedrio, dove si radunavano i Capi dei Giudei esisteva ed eseguiva le sue funzioni religiose; lo stesso Re Erode eseguiva il suo potere ed era un Giudeo. Esisteva perciò, una certa tolleranza e certi rispetti da parte dell’autorità romana per le usanze religiose. Per quanto riguarda la sepoltura in una fossa comune, si deve tener presente che, il maggior numero di questi così detti malfattori, erano ribelli patriottici che, venivano uccisi dall’oppressore Romano. Gli scavi archeologici, infatti, provano che questa regola non era applicata rigorosamente e che i procuratori Romani concedevano spesso i cadaveri dei suppliziati ai familiari per una sepoltura degna. Essi, infatti, dopo la morte del condannato, non gli importava più dove e come sarà seppellito il condannato. Un fatto storico noto, qualche tempo prima di Cristo, i Romani, avevano condannato circa mille giudei, certo non sono malfattori ma ribelli, che sono stati crocifissi. Molti di loro sono stati inchiodati sulle mura di Gerusalemme, perché non cera abbastanza legna per fabbricare delle croci. Indubbiamente i Romani si occupavano di eseguire la condanna a morte, una volta morti, gli faceva comodo che i parenti si occupassero della sepoltura. Dopo la morte di Cristo, perciò, un certo Giuseppe d’Arimatea, un uomo ricco, una persona d’alto grado nell’Autorità Giudaica, allo stesso tempo un discepolo di Cristo, ma di nascosto per timore, chiese ed ottenne la permissione dal governatore per seppellire il cadavere. Questo fatto ci conferma che la persona che ricevé l’incarico di seppellire Cristo, è una persona conosciuta, che ottenne la licenza dal Governatore in persona. Il sepolcro quindi, è noto ed é conosciuto da tutti. Cristo è stato seppellito in una tomba nuova scavata nella roccia che apparteneva a questo Giuseppe. Egli, con l’aiuto di Nicodemo, un'altra persona d’alto grado nell’Autorità Giudaica, presero cura di seppellire il cadavere con tutto il rispetto dovuto. Hanno avvolto il corpo con un lenzuolo candido, con molti aromi e oli profumati - circa cento libbre e una gran pietra è stata rotolata sull’ingresso di questa tomba. Questa procedura funebre convalida ulteriormente il suo decesso, una persona avvolta in questo modo con tutti i profumi, anche se era vivo morirà certamente soffocato.
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